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RICHIESTE ON-LINE ANNO 2017

Il Servizio di compilazione delle Richieste on line (ROL) è attivo per la presentazione delle richieste di contributo anno 2017.

Il servizio è, altresì, attivo per la procedura di rendicontazione esclusivamente per le istanze presentate on-line e deliberate a decorrere dall’anno 2012.

Si ricorda che il sevizio permette agli utenti di conoscere – una volta presentata la domanda – l’iter successivo della pratica; il servizio è infatti “bidirezionale” ovvero consente all’utente di compilare la modulistica obbligatoria per la presentazione delle domande e di ottenere informazioni di ritorno.

 

 
 



 Patrimonio - Immobili di proprietà

Dopo l'apertura nel 2009 dell'ala orientale di Palazzo Mazzetti, a conclusione del primo lotto di lavori, che ha visto l'allestimento provvisorio di alcune sale del piano nobile e la realizzazione della mostra "Il Teatro del Sacro", si presenta oggi il completo recupero dell'edificio e il riallestimento del museo civico.

Gli interventi, avviati con lavori di consolidamento nel 2003 e proseguiti dal 2005 al 2011, hanno interessato tutto l'edificio, dal piano cantinato al tetto, recuperando spazi per circa 6000 metri quadrati.

Nelle sale espositive al piano terra sono documentati con pannelli, grafici, disegni, foto e filmati i complessi lavori che hanno coinvolto tecnici, imprese, studiosi, artigiani, restauratori. Gli interventi sono stati effettuati sotto l'alta sorveglianza del Ministero per i Beni e le Attività Culturali tramite la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Torino, Asti, Cuneo, Biella e Vercelli – Arch. Cristina Lucca; la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte – Dott.ssa Rossana Vitiello e la Soprintendenza per i Beni Archeologici e del Museo Antichità Egizie – Dott. Federico Barello.

I restauri degli apparati decorativi del primo e secondo lotto sono stati preceduti da campagne di saggi stratigrafici che hanno permesso di individuare la sovrapposizione delle diverse fasi e di definire, dal punto di vista metodologico e filologico, le modalità di intervento, sotto la sorveglianza e direzione della Dott.ssa Rossana Vitiello.

Il progetto di recupero, affidato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti all'architetto Giovanni Bo, ha permesso di restituire alla città uno degli edifici più significativi per storia e bellezza architettonica e contemporaneamente, grazie al supporto del progetto scientifico dello storico dell'arte Andrea Rocco, il museo civico, rinnovato negli allestimenti, adeguato alle esigenze di sicurezza e di conservazione, dotato di attrezzature e spazi che consentono le attività di un centro culturale vivo e propositivo.

Percorrendo l'edificio, dal piano sotterraneo fino all'ultimo piano, si possono cogliere elementi significativi della stratificazione di vicende storiche e costruttive e, attraverso l'allestimento museale, comprendere il formarsi delle collezioni dagli ultimi anni dell'ottocento fino ad oggi. Collezioni che, studiate e restaurate, tornano ad essere visibili dopo molti anni, come, per esempio, la collezione di tessuti Gerbo.

Book shop, aula didattica, sala conferenza, biblioteca e fototeca, archivi, depositi, spazi per mostre temporanee, caffetteria, touch screen, proiezioni multimediali e sistemi informatici sono gli elementi accessori realizzati per rendere attuale e maggiormente fruibile un edifico storico, complesso nelle sue articolazioni e nelle sue suggestioni.

Le proiezioni multimediali sono accompagnate da musiche originali di Daniele Ferretti, compositore e musicista astigiano e il video, realizzato da Due tra le Quinte, oltre agli addetti ai lavori, vede la partecipazione dell'attore canellese Andrea Bosca che conduce il visitatore alla scoperta del Palazzo e delle sue collezioni.

Ad integrazione dell'intervento, sono stati realizzati i giardini di Largo Alganon, di proprietà comunale, che ospitano la scultura "Alveare" di Jessica Carrol, vincitrice del Premio "Mastroianni", destinata dalla Regione Piemonte alla Città di Asti.

I lavori di recupero di Palazzo Mazzetti sono stati finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, con il contributo della Regione Piemonte.

 

 

L'ORDINAMENTO MUSEALE DI PALAZZO MAZZETTI

 

Nonostante la chiusura del Museo nel 1984 per motivi di sicurezza, l'attenzione alle collezioni civiche e all'edificio venne mantenuta in diversi modi dall'Ufficio Musei, grazie all'attivazione della Biblioteca d'arte, alla creazione al Centro di Documentazione Didattica dei Musei e all'allestimento di mostre nei locali del pianterreno.

Importanti fasi di studio e di conoscenza furono le mostre in collaborazione con la soprintendenza dedicate alle più importanti collezioni, come quelle dei tessuti della collezione Gerbo (1982), dei dipinti di Michelangelo Pittatore (1983), delle microsculture di G. M. Bonzanigo (1989). Dagli anni Novanta prese avvio il catalogo informatizzato delle collezioni civiche e di quelle della Cassa di Risparmio di Asti, ricoverate negli ambienti del piano nobile. La destinazione a Museo Civico dell'intero palazzo Mazzetti da parte della Fondazione della Cassa di Risparmio di Asti ha rappresentato la soluzione ad uno dei problemi fondamentali sollevati tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento da Noemi Gabrielli nella corrispondenza con il conservatore Caro Caratti, ossia la mancanza di spazio per le collezioni.

L'ordinamento attuale di Palazzo Mazzetti mantiene l'identità storica che si era andata definendo nella prima metà del secolo passato: un museo fondato sul collezionismo locale ospitato in una delle dimore più prestigiose del Settecento astigiano. Nel nuovo percorso museale si riportata all'attenzione dei visitatori la decorazione delle sale al piano nobile, a partire dall'anticamera e dalla sala dell'Alcova, attraversando il Gabinetto, la Galleria e la sala dello Zodiaco.

Le sale attigue, prive di decorazioni, accolgono i dipinti di Sei e Settecento, fra cui quelli provenienti dalle chiese conventuali astigiane soppresse, mentre importanti esempi della ritrattistica d'epoca barocca sono collocati nell'ultima delle sale dell'ala occidentale.

Un vero cambio di destinazione riguarda invece l'ambiente attiguo al salone, individuato quale sede della più importante testimonianza della pittura cinquecentesca delle collezioni civiche: le quattro tavole del Maestro di San Martino Alfieri.

L'ambiente introduce inoltre all'appartamento alfieriano (ala orientale) e a importanti nuclei collezionistici, tra cui la collezione orientale e le microsculture di Giuseppe Maria Bonzanigo.

Le nuove sale al secondo piano (ala occidentale), già sede di uffici della cassa di Risparmio, accolgono le collezioni di pittura e scultura dell'Otto e del Novecento e documentano la storia figurativa astigiana.
Per l'Ottocento il nucleo di ritratti di Michelangelo Pittatore rappresenta una preziosa testimonianza della borghesia astigiana dell'epoca post unitaria. Anche il nucleo di opere d'arte contemporanea è legato ad eventi culturali importanti di Asti: dalla mostra d'arte contemporanea del 1949, che vide l'irruzione dell'arte astratta attraverso le opere, fra l'altro, di Mattia Moreni, Afro e Atanasio Soldati, fino agli acquisti operati dal Comune di Asti nelle tre edizioni del Premio Alfieri (1950; 1959; 1962).

Il percorso museale, che comprende anche la scultura, si conclude con le opere pervenute al museo in occasione di mostre annuali o per donazione di privati, fra cui quella di Franco Muzzi acquisita a seguito della chiusura della mostra antologica di Corrado Cagli, presente ad Asti con le mostre allestite negli anni 1949 e 1951 e che, fu direttore dell'Arazzeria Scassa dal 1960 al 1976.

 

 

LA FORMAZIONE DEL MUSEO CIVICO

 

Le collezioni civiche ebbero origine nel 1887 all'interno della chiesa della Santissima Annunziata, oggi non più esistente. Nel primo centenario della morte di Vittorio Alfieri (1903), la raccolta di reperti e alcuni dipinti furono trasferiti nella sede di Palazzo Alfieri, divenuto per iniziativa del nuovo proprietario, il conte Leonetto Ottolenghi, sede del Museo Alfieriano e Museo Civico. Il primo nucleo della pinacoteca comprendeva, oltre alle opere provenienti da chiese e conventi soppressi, anche tele inviate in dono dagli aspiranti artisti astigiani che percepivano sovvenzioni del Comune.

Al noto ritrattista astigiano Michelangelo Pittatore, fu dedicata una delle sale del Museo e al mecenatismo di Leonetto Ottolenghi si deve l'ingresso al museo del grande quadro di Lorenzo Delleani intitolato Pellegrinaggio ad Oropa. La collezione d'arte di Palazzo Alfieri, divenuto nel 1914 proprietà comunale per disposizione testamentaria di Leonetto (morto a Pisa nel 1904), accolse successivamente anche da pittori e scultori piemontesi, tra cui Giacinto Corsi di Bosnasco e Leonardo Bistolfi.

Successivamente il Museo si arricchiva della raccolta di mirabilia orientali grazie alla collezione del Contrammiraglio della Regia Marina Enrico Secondo Guglielminetti (1920) e dell'importante collezione di microsculture di Giuseppe Maria Bonzanigo (anni Trenta). Con la cessione al Centro Alfieriano dei locali già occupati dal Museo Civico il Comune accolse la proposta avanzata dalla Cassa di Risparmio di ospitare le raccolte d'arte in Palazzo Mazzetti da esso acquistato nel 1937. Nel 1939 il Municipio deliberò la ricostituzione della Pinacoteca Civica affidandone l'incarico al direttore del Museo Civico di Torino Vittorio Viale. Nel dopoguerra un primo riordino vide, tra l'altro, la sistemazione dell' l'antico coro ligneo del Duomo, acquistato dalla Cassa di Risparmio nel 1949 e gli intagli di Bonzanigo. I lavori si conclusero con il recupero di nuove sale cedute dalla Cassa di Risparmio di Asti e da destinarsi alla collezione dei dipinti d'arte moderna. Con Caro Caratti nacque l'idea di creare un museo di stoffe antiche dopo l'acquisizione di una prima parte della collezione di tessuti antichi del cav. Gerbo, presentata al pubblico nella mostra allestita nel 1978 dal Comune dopo la riapertura della Pinacoteca Civica a seguito di una nuova ristrutturazione avvenuta col contributo della Regione Piemonte.



Palazzo Mazzetti


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