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RICHIESTE ON-LINE ANNO 2017

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 Settori di Intervento - Arte, Attività e Beni Culturali

In aggiornamento

Per ogni avvenimento culturale o per manifestazioni di rilievo economico e sociale, è fondamentale l’apporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, che agisce in funzione dello sviluppo del territorio. Pertanto, iniziative del comune capoluogo, dell’amministrazione provinciale fino ai comuni più piccoli sono sostenute per comporre un nuovo panorama culturale complessivo. La presenza della Fondazione ha permesso a molti enti di realizzare mostre, festival, concerti, rassegne teatrali, eventi, ecc..


Basta indicarne qualcuna tra le più importanti: Astiteatro, Teatro e colline, Moncalvo Blues, le stagioni del Teatro di Canelli e del Teatro di Moncalvo, il Festival delle Sagre, la Douja d’or, l’Assedio di Canelli e Dulcis, la mostra dell’artista del Palio, la nuova rassegna A sud di nessun nord, Asti concerto e Musica nelle Pievi. In particolare con l’Amministrazione provinciale, la Fondazione ha collaborato alla riuscita della mostra Tra Belbo e Bormida – luoghi e itinerari di un patrimonio culturale ed è impegnata nella realizzazione del Museo degli arazzi.


La mostra Tra Belbo e Bormida – luoghi e itinerari di un patrimonio culturale, inaugurata il 5 settembre 2003, ha ricalcato pienamente le finalità perseguite dalla Fondazione, quali la tutela e la diffusione della cultura con la valorizzazione delle risorse territoriali tramite idonei programmi volti alla salvaguardia del patrimonio storico-artistico e allo sviluppo economico.


Le attività di restauro, riqualificazione, recupero, fruizione, la sistematizzazione dei beni materiali, la loro gestione, la progettazione delle reti museali e degli itinerari legati al turismo culturale costituiscono il fondamento attorno al quale sviluppare un’economia legata al patrimonio dei beni culturali.


Tutti questi elementi, presenti nella mostra promossa dalla Provincia di Asti, inducono la Fondazione a ritenere che la ricerca, durata cinque anni, svolta nel catalogare tutto il patrimonio conservato nelle sedi ecclesiastiche delle Valli Belbo e Bormida, collegata ad una intensa attività di tutela, possa significare una grande opportunità per questa area che negli ultimi anni ha visto una ripresa economica legata al turismo.


La lunga ricerca svolta ha mostrato i suoi frutti: il territorio ha restituito un interessante tessuto culturale in cui, tra le maglie dei diffusissimi rinnovamenti di tardo Ottocento e primo Novecento che improntavano l’immagine emergente, venivano a galla numerose testimonianze sei e settecentesche: pale d’altare, sculture lignee, altari in marmo, decorazioni a stucco. Anche le sacrestie hanno riservato grandi sorprese: dai cassetti sono emersi preziosi paramenti soprattutto di Settecento, finora conservati con attenzione, così come invidiabili dotazioni di argenti liturgici su cui solo raramente la qualità era offuscata da maldestri e purtroppo irreversibili interventi.


La mostra Tra Belbo e Bormida – luoghi e itinerari di un patrimonio culturale ha visto esposte 54 opere di cui 21 dipinti, 8 sculture lignee policrome, 10 paramenti in tessuto e 15 argenti liturgici che hanno tentato di restituire le caratteristiche artistiche del territorio.


Alla luce di queste considerazioni la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, in conformità agli indirizzi dettati dal proprio Consiglio, ha sostenuto gli interventi di restauro previsti dal progetto dell’Amministrazione Provinciale con il recupero e la riqualificazione di una delle sedi destinate ad ospitare parte dell’esposizione: l’Oratorio dell’Annunziata di Bubbio.


La Confraternita dell’Annunziata di Bubbio, di proprietà comunale, dopo aver ospitato la mostra è rimasta quale sede per manifestazioni culturali al centro della Valle Bormida astigiana.


Alle porte di Asti, l’antica Certosa di Valmanera, antico monastero costruito nell’XI secolo dai monaci vallombrosani e successivamente passata ai Certosini che l’abitarono fino all’epoca napoleonica, abbandonata e in buona parte distrutta, ospita da più di 40 anni un laboratorio per la produzione di arazzi e un museo. Si tratta di una delle poche arazzerie ancora presenti in Italia e sicuramente tra le più prestigiose, conosciuta e apprezzata a livello internazionale: l’Arazzeria Scassa. La peculiarità di questo laboratorio è sempre stata la fusione tra la tradizione nell’utilizzo dell’antica tecnica denominata “ad alto liccio”, con la sola variante del lavoro al diritto, e la modernità nell’utilizzo di cartoni unicamente di pittori contemporanei, cartoni che non vengono semplicemente riprodotti, ma quasi reinterpretati dalle mani delle maestre tessitrici.


Gli arazzi tessuti alla Certosa su cartoni di Cagli, Guttuso, Mirko, Ernst, Caporossi, Klee, Mastroianni Basadella, Spazzapan, Castrati, de Chirico, Clerici, Dalì, Kandinsky, Matisse e Mirò hanno fatto il giro del mondo, da Parigi, Culan, New York, il Vaticano e sono stati apprezzati dalla critica internazionale.


L’istituzione di questo Museo ha lo scopo di non disperdere la preziosa e unica collezione presente all’Arazzeria e di far si che la raccolta sia usata come bene culturale e come veicolo per il turismo di qualità e quindi per la crescita del territorio.


Il progetto del Museo degli arazzi prevede l’adeguamento e l’ampliamento dei locali, il riallestimento del Museo, la realizzazione di materiale promozionale, la catalogazione e la campagna fotografica, la realizzazione del catalogo del Museo, la creazione del sito web, la realizzazione di mostre presso gli Istituti di Cultura all’estero, la gestione del Museo e la scuola di formazione.


L’apertura di un museo che ha le caratteristiche di unicità a livello internazionale porterà benefici diretti in termini di occupazione e di formazione professionale e indiretti in termini di sviluppo economico e turistico del territorio astigiano. Le mostre che, su richiesta del Ministero degli Affari Esteri, verranno realizzate nelle sedi degli Istituti di Cultura, saranno un ulteriore veicolo di promozione territoriale.


Di grande rilevanza è anche la collaborazione con le Sovrintendenze in tema di restauri di monumenti e di opere d’arte come gli interventi sistematici nella valorizzazione dell’Abazia di Vezzolano. I lavori di restauro dell’importante ciclo di affreschi medioevali, conservati nel chiostro del complesso romanico di Santa Maria di Vezzolano ,sono stati presentati nell’ambito di una giornata promossa e organizzata dalla Fondazione, dando testimonianza di continuità in un intervento molto articolato e della collaborazione, da tempo stabilita, con gli organi di tutela. L’intervento, a cui la Fondazione ha contribuito, oltre ad aver restituito una maggiore leggibilità agli affreschi, ha consentito di intendere meglio le varie fasi di restauri che l’opera ha subito tra lo scorcio dell’Ottocento e tutto il Novecento. Il risultato conseguito ha permesso, quindi, una maggiore godibilità e una maggiore conoscenza del monumento. La salvaguardia dei beni del territorio e la loro fruibilità sono obiettivi a cui la Fondazione assicura il proprio sostegno : restaurare per conservare, conservare per valorizzare, valorizzare per promuovere il proprio territorio sono le finalità implicite nell’attività dell’ Ente.


La Fondazione sostiene anche l’attività di ricerca e di studio del Centro studi sui Lombardi, in collaborazione con il Comune di Asti, che ha prodotto proprio quest’anno un importante convegno internazionale. Supporta alcune iniziative sulla diffusione della lettura della Biblioteca consorziale e la manifestazione Chiaroscuro – tutti i colori del libro.


Molte sono le iniziative finanziate per la conservazione delle tradizioni e della cultura popolare, tra cui il convegno internazionale di studio promosso dall’Associazione nazionale degli antropologi italiani, che ha avuto una sezione di lavori nel Museo di Cisterna d’Asti. Vi sono poi le rassegne Cantè jeuv, Cuntè Munfrà, Cantè Bergera, senza fare riferimento a manifestazioni locali che hanno comunque un notevole riscontro sul territorio.


Con la Curia vescovile la Fondazione ha assunto un impegno molto rilevante per il restauro del complesso del S. Giovanni e la costituzione del Museo diocesano.


E’ stata acquisita a patrimonio della Fondazione una giostra dell’Ottocento che rappresenta un pezzo di storia astigiana, la Giostra di Bastian , composta da 20 cavalli in legno scolpito e laccato, 4 carrozze e barche in legno laccato, 1 statua di Gianduja alla sommità della Giostra, 57 pannelli decorativi in metallo dipinto, spicchi in tela, legno e legno dipinto.


La giostra verrà restaurata e riportata alle condizioni originali.


La Fondazione ha dato, inoltre, un contributo per la riuscita delle celebrazioni nel Bicentenario della morte di Vittorio Alfieri e al centenario del regista Giovanni Pastrone, Cartapesta, lenzuola e manovelle.


In occasione del 120° anniversario della nascita di Giovanni Pastrone, genio del cinema mondiale, è stata sostenuta dalla Fondazione l’iniziativa “Cartapesta, Lenzuola e Manovelle” tesa a far conoscere attraverso rassegne cinematografiche, mostre, convegni, incontri, serate di gala e concerti il regista e produttore cinematografico vissuto in un’epoca in cui il cinema era ancora visto come puro divertimento, che ne ha intuito la grandezza e la potenzialità. Ha collaborato con Gabriele d’Annunzio e realizzato il primo film italiano “Cabiria”.


Per il 2003/2004, la Fondazione in collaborazione con il Premio Grinzane Cavour, d’intesa con la Regione Piemonte, ha istituito il concorso “Scrivi il paesaggio del vino” che propone ai giovani studenti delle scuole medie superiori del Piemonte di descrivere in poche pagine il paesaggio del vino, di raccontare storie e leggende ad esso legate, di rievocarne le tradizioni ma anche di puntualizzarne le attuali caratteristiche e problematiche. Il concorso prevede anche un riconoscimento per chi abbia saputo meglio contribuire con la propria attività professionale nel settore della comunicazione a promuovere nei suoi diversi aspetti il paesaggio del vino in Italia e all’estero.


Dal 1993, insieme alla Provincia e,sino al 2002, al Comune di Cocconato, la Fondazione promuove il Premio Cultura Ecologica con l’obiettivo di far crescere la cultura dell’ambiente intesa come rispetto delle caratteristiche storiche, culturali e ambientali del territorio. Viene assegnato il riconoscimento al Comune che negli ultimi 5 anni ha realizzato interventi di qualità in campo ambientale.


Ma l’impegno più grande in campo culturale, a totale carico della Fondazione, è sicuramente il restauro di Palazzo Mazzetti, come sede della Pinacoteca.


La Fondazione può essere definita “osservatorio privilegiato” dei bisogni e delle espressioni del territorio in relazione alle attività culturali: la cultura è una fonte di identità che distingue una comunità dalle altre e, conseguentemente, ne può segnare il successo nella competizione economica in virtù della sua originalità.


La Fondazione ha sostenuto e promosso iniziative e manifestazioni, con una rilevanza notevole nello sviluppo della qualità della vita e del turismo e, in particolare:


- Progetti che hanno coinvolto nuovo pubblico, e in particolare i giovani, con un’attrazione non solo locale e con un’alta qualificazione;


- Iniziative che hanno dato un importante contributo ad una maggiore coesione sociale ed interculturale;


-Interventi anche di modeste dimensioni finanziarie ma con una forte valenza sociale e culturale, inseriti in un programma di valorizzazione del territorio.


La Fondazione ritiene questa opera particolarmente importante non solo a fini culturali ma anche a fini di attrarre risorse finanziarie, creare posti di lavoro,promuovere l’immagine e suscitare prestigio.



(C) 2011 Fondazione Cassa di Risparmio di Asti - Corso Vittorio Alfieri n. 326 - 14100 Asti - Tel. 0141/592730 Fax 0141/430045 - C.F. 92023240051